Intervista all’europarlamentare Lara Comi

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Abbiamo incontrato Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia e vicepresidente Gruppo PPE al Parlmento Europeo di Strasburgo. Relatrice della risoluzione, poi approvata, della strategia per un mercato unico in ambito europeo, il provvedimento è una risposta concreta ai bisogni delle nostre imprese, soprattutto di piccole dimensioni, e ai nostri consumatori. «I parlamentari europei hanno dato grande prova di unità con l’approvazione del “Made in”» ha voluto sottolineare Comi, a cui abbiamo chiesto non solo dei sistemi di armonizzazione dell’Iva e “Made in” appunto, ma anche dei sistemi di riscossione in Italia e del loro futuro, viste le due proposte in Parlamento per il cambiamento dei sistemi stessi.

Così Comi in Aula: «Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio anche e saluto il Commissario e rivolgo un ringraziamento molto forte a tutti i colleghi che hanno partecipato al single market strategy . Vedete, oggi con l’approvazione del single market strategy, diamo una risposta ai bisogni delle nostre imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, e ai nostri consumatori nonché ai nostri cittadini.
Il mercato interno è il vero strumento per far crescere il concetto di Europa come potenza economica unica e non sempre divisa dai 28 egoismi rappresentati dagli Stati membri. Oggi daremo un forte segnale non a parole, ma con i fatti alla crisi economica. Per superarla dobbiamo stare vicino ai nostri settori produttivi, alle nostre famiglie, che sono intese sia come lavoratori che come consumatori. Quello che gli Stati membri non sono riusciti a fare in questi ultimi anni, bene, lo stiamo portando a termine noi in tempi molto più rapidi. Passerò, punto per punto, in modo rapido, a quello che andremo ad ottenere.
Primo, compensazione tra i debiti della pubblica amministrazione e la tassazione delle imprese. Uno Stato non può chiedere il pagamento delle tasse quando lui stesso non è solvente con le imprese, quindi vogliamo che si effettui un automatismo nella differenza tra il dare e l’avere. Vedete, solo nel mio paese più di 5 000 imprese oggi falliscono per crediti non riscossi dalla pubblica amministrazione; non possiamo accettare che lo Stato sia l’artefice di questo, perché incapace di essere solvente. Esiste anche per la pubblica amministrazione la legge del mercato, come la si richiede alle imprese. Non vogliamo uno Stato suicida delle imprese, ma uno Stato a sostegno delle imprese.
La seconda chance: se un’impresa è fallita per crediti non riscossi o per calamità naturali noi abbiamo il dovere di aiutarla, finanziando la sua ricostruzione. L’Europa, a differenza di quanto si possa credere, è molto più vicina ai cittadini e lo stiamo dimostrando con i fatti.
Terzo punto, la diversità dei regimi fiscali. Noi in Europa abbiamo diversi regimi fiscali che complicano la vita alle nostre imprese e ai nostri cittadini. Ben vengano le proposte della Commissione per un’armonizzazione dei regimi fiscali, ben venga anche la proposta che abbiamo avanzato, ovvero la possibilità di introdurre una tassa unica nel settore dell’e-commerce .
Ho ribadito la necessità di un migliore accesso ai fondi europei da parte delle piccole e medie imprese, agevolazioni nelle traduzioni, riduzione dei tempi della presentazione. Noi dobbiamo facilitare le imprese, soprattutto piccole, a ricevere soldi e a presentare progetti.
Passaporto di servizio: sembrerà un miracolo, oggi lo realizziamo. Un modo semplice e uguale per tutti per presentare documenti e creare imprese in tutta Europa. Vedete, questo è meno burocrazia, legge uguale per tutti e vinca il migliore: è la legge di mercato.
E infine, caro Presidente, il famoso made in , Lei da italiano mi può capire bene. E qui, Commissario, ci giochiamo la nostra credibilità: diversi studi di impatto ci dicono che i cittadini vogliono maggiori dettagli sui prodotti, la tracciabilità, la trasparenza e la vera tutela, e io ritengo che la tracciabilità sia l’elemento di tutela della nostra qualità, una qualità importante e fondamentale anche per la nostra economia.
Vede, mi permetta la schiettezza, è ora che si sblocchi questa vicenda. Il Parlamento europeo e la Commissione hanno già dato l’ok per il market surveillance e attendiamo l’ok del Consiglio. Non siamo noi a dover fare passi indietro, sono gli Stati membri ad avere il coraggio di superare i loro egoismi nazionali ed approvare definitivamente il made in . La gente deve sapere chi ha la responsabilità di bloccare sempre il nostro lavoro; noi approviamo le leggi a sostegno delle imprese e dei cittadini, leggi che riducono la burocrazia, ma dal Consiglio arriva sempre uno stop. È ora di smetterla, perché questo stop rappresenta il vero fallimento dell’Europa.
Lo abbiamo visto con gli immigrati, concludo Presidente, con la direttiva sul ritardo dei pagamenti, con il regolamento sulla protezione dei dati, ora basta. Il voto di oggi, Commissario, non darà più nessun alibi al Consiglio per non approvare il made in . Confidiamo in Lei e nel Presidente Juncker perché, vede, noi proponiamo ed approviamo soluzioni reali e utili a risolvere i problemi dei cittadini. Questo vuol dire che siamo popolari e non populisti, perché siamo la sostanza e non l’apparenza».