Parlamento Ue: Migration Compact, Fondo Juncker e fondi per lo spazio

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PittellaIn mattinata Gianni Pittella, capogruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo, da Strasburgo ha denunciato «immagini brutali, raccapriccianti, persone decapitate, una strage di fronte alla quale l’Europa e il mondo non possono restare indifferenti» a proposito di quanto sta accadendo in Congo.

Pittella ha parlato proprio mentre da Istanbul arrivavano le immagini dell’attacco al bus delle forze dell’ordine (una strage, con almeno 11 le vittime, che l’eurodeputato ha condannato con fermezza), sottolineando che «l’eccidio che sta avvenendo nella regione congolese di Kivu è documentata da immagini che abbiamo raccolto della città di Beni, e che mettiamo a disposizione della stampa, dimostrano che nelle regioni orientali del Congo milizie armate stanno procedendo a massacri nell’indifferenza della Comunità internazionale». Pittella parla anche di «rischio di un nuovo genocidio, una pulizia etnica», causata da interessi economici, dai vecchi scontri tra hutu e tutsi e per l’ingerenza dei Paesi vicini. «Villaggi dati alle fiamme, distrutte intere famiglie… E nessuna inchiesta è stata avviata dalle autorità congolesi. Tutto ciò avviene nonostante la presenza della missione Onu con caschi blu, che si sta dimostrando inadeguata». «Occorre l’invio di un rappresentante speciale dell’Ue sul posto. È inoltre necessario che gli Stati Ue presenti nel Consiglio di sicurezza Onu spingano per una presa di posizione determinata. Infine come gruppo S&D proponiamo per la prossima plenaria una risoluzione del Parlamento Ue, invitando sin da ora gli altri gruppi politici ad appoggiarla in modo tale che l’Europa si mobiliti».

Per quanto rifuarda l’Italia, Pittella si è fatto promotore di un incontro sul Piano Juncker e il Mezzogiorno e dice: «Il Sud ha bisogno di fare sistema: nessuno deve pensare di essere autosufficiente e di poter programmare opere, interventi, solo nel proprio recinto, quando siamo tutti in un contesto più ampio. Se si fa un collegamento viario, ferroviario, in Calabria, lo si deve fare sapendo che dopo la Calabria viene la Sicilia da una parte e la Campania e la Basilicata dall’altra. Le regioni del Sud possono fare meglio se lavorano insieme e presentano progetti multiregionali sulla cultura, sull’innvoazione, sui trasporti, sulle infrastrutture, sia a valere sui fondi strutturali, sia sul piano Juncker. C’è un dato allarmante: su 51 progetti approvati dal piano Juncker, 11 sono italiani ma sono tutti al Nord: questo gap noi lo dobbiamo assolutamente risolvere». Da Pitella anche un commento sul possibile “Brexit”: «Si tratta di un pericolo. Ovviamente è una scelta che deve fare il popolo della Gran Bretagna, ma nell’interesse di tutti io spero che il 23 scelgano il Brexin».

Pittella ha poi messo in evidenza come l’Unione europea abbia preso seriamente in considerazione la strategia avanzata dall’Italia sulla gestione della crisi migratoria, il Migration Compact, e sottolinea: «Siamo ad una svolta, un cambio di mentalità da cui indietro non si torna: finalmente l’Ue ha capito dell’assoluta necessità di mettere l’Africa al centro di una strategia comunitaria di breve e lungo periodo». Una strategia questa, ricorda l’europarlamentare, che si «fonde sulla stabilizzazione della regione da cui partono migliaia di migranti attraverso una politica coordinata di gestione dei flussi, investimenti per far ripartire l’economia e sradicare le ragioni profonde che spingono queste persone a fuggire: guerre, violenze, miserie e sfruttamento. Salutiamo con favore che siano stati individuati diversi compact tagliati su misura per i 16 paesi individuati dalla Commissione in base alla peculiarita’ di ogni stato o contesto».

MogheriniSempre in tema di Migration Compact, presentate le novità del piano dai vicepresidenti della Commissione europea, Federica Mogherini e Frans Timmermans, in linea con le sollecitazioni contenute nella proposta italiana: maggiore cooperazione con i Paesi extracomunitari, più strumenti finanziari per i governi dei paesi di origine e transito dei migranti. Al fondo Ue per l’Africa istituito lo scorso novembre alla Valletta si vuole conferire un finanziamento aggiuntivo di un miliardo tra contributi comunitari (500 milioni dal Fondo europeo per lo sviluppo) e nazionali (500 milioni). Inoltre, come preannunciato nei giorni scorsi dal capo della diplomazia Ue si proporrà “in autunno” l’istituzione di un nuovo fondo, sul modello di quello già attivo per gli investimenti strategici (l’Efsi, o “fondo Juncker”), che con un investimento iniziale di 3,1 miliardi dal bilancio comunitario punta a ottenerne altrettanti dagli Stati Ue per reperirne 10 volte tanto (circa 62 miliardi, si spera a Bruxelles) grazie all’effetto leva sugli investimenti privati.

L’intento è chiaro: aumentare il numero dei rimpatri, permettere a richiedenti asilo e rifugiati di restare più vicini al proprio Paese e, nel lungo periodo, di aiutare i Paesi terzi a svilupparsi eliminando alla radice le cause dell’immigrazione irregolare. Oltre che in un gruppo di paesi che saranno destinatari principali delle nuove risorse, in Africa (Etiopia, Mali, Niger, Nigeria e Senegal) e Medio Oriente (Libano e Giordania), la Commissione ha “intenzione di intensificare il nostro impegno anche in Tunisia e Libia”, come hanno spiegato i vicepresidenti.

tajaniSempre in giornata, infine, Antonio Tajani, primo Vicepresidente del Parlamento europeo, in occasione del dibattito in Aula sull’interrogazione orale rivolta alla Commissione europea in vista della nuova strategia spaziale europea prevista entro fine anno, dichiara: «Bisogna investire di piú nella politica spaziale europea: lo spazio è una risorsa strategica per l’Europa, ne preserva l’indipendenza e contribuisce a creare posti di lavoro e ad accrescere la competitività». Strategia in corso di elaborazione che risulterà “fondamentale – aggiunge Tajani – perché la Ue consegua entro il 2020 l’obiettivo prefissato del 20% del pil derivante dall’industria».

Tajani mette quindi in evidenza che la nuova strategia è «ambiziosa e lungimirante». Nell’interrogazione orale, viene dunque chiesto alla Commissione lo stanziamento di maggiori risorse per i programmi di ricerca spaziale, e di riferire sul dispiegamento dei satelliti Galileo e Copernicus perché i loro servizi siano disponibili al più presto. «Per potenziare la politica spaziale europea è necessario ampliare gli strumenti finanziari disponibili, anche per le piccole e medie imprese. Il dibattito in Aula consente all’Europarlamento di lanciare un chiaro segnale alla Commissione, a favore di una politica industriale di largo respiro e che guarda al futuro in materia di spazio, a difesa degli interessi di cittadini e imprese».