Canone Rai in bolletta elettrica: profili di illegittimità e “class action” tributaria

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Ho partecipato oggi, come relatore, al convegno “Nelle maglie delle leggi di imposta si rischia di restare invischiati”, tenutosi nell’Aula Avvocati del Palazzo di Giustizia a piazza Cavour, in Roma. In particolare, sono intervenuto su “Canone Rai in bolletta elettrica: profili di illegittimità e “class action” tributaria”. Con me, tra gli altri relatori, dopo l’introduzione e indirizzo di saluto dell’Avv. Mauro Vaglio, c’erano anche l’Avv. Valentina Guzzanti e l’Avv. Stefano Pellegrini. A moderare il dibattito l’Avv. Giampaolo Girardi.

Davanti ad una platea attenta e interessata, ho spiegato quindi come nella recente Legge di stabilità (218/15) è previsto che il Canone Rai diventi qualcosa di diverso da quello che sussisteva in precedenza: il pagamento dello stesso, infatti, sarà inserito nella bolletta elettrica. Prima, come sapete, si doveva dichiarare il possesso e l’ufficio preposto inviava il bollettino per il pagamento. Adesso, invece, col decreto è cambiato tutto, partendo dai presupposti per il pagamento stesso. In particolare, quello che cambia è il cosiddetto “onere della prova”: questo è infatti spostato a carico del cittadino contribuente, attraverso l’autodichiarazione sotto propria responsabilità penale di non possesso o detenzione dell’apparecchio.

Lo stravolgimento del concetto di onere della prova in merito al Canone Rai è tra gli aspetti più rilevanti di questa rivoluzione. Nel corso del convegno ho quindi messo in evidenza che qui, però, da un lato si parla di un contratto di diritto privato, nella fattispecie contratto di fornitura di energia elettrica, e dall’altro che siamo di fronte ad una imposta, addirittura “di scopo” come ha sancito la Corte Costituzionale. C’è una contraddizione evidente. E non solo: proprio come indicato dalla Corte Costituzionale, l’imposta in oggetto deve essere finalizzata esclusivamente al finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo. Il Canone deve andare esclusivamente alla Rai dunque, ma la Legge di stabilità prevede altro.

Il tutto avviene senza dimenticare che le imprese elettriche non sono agenti di riscossione, perché non c’è nei loro statuti: sono s.p.a., società di lucro, deputate ad altro. Né sono sostituti d’imposta. Quindi si evidenziano evidenti profili di illegittimità, per non parlare del possibile aiuto di Stato che si configura, visto che le società elettriche di certo non riscuoteranno il Canone in modo gratuito, elemento che potrebbe finire sotto le lente d’ingrandimento degli organi europei preposti, ma verranno pagate per farlo, e i costi verranno addebitati all’Agenzia delle Entrate, quindi a tutti noi!

Eppure, ogni Ente impositore ha al suo interno un Ufficio Esecutivo che poi prepara i ruoli esecutivi e li trasmette all’agente per la riscossione (che fosse Monte dei Paschi di Siena, come qualche tempo fa, o Equitalia oggi poco cambia). E proprio l’Ufficio Esecutivo potrebbe agire direttamente per la riscossione. Perché se non vi è dubbio che le tasse vanno pagate e vanno pagate da tutti, ma nel caso specifico, Equitalia aspetta anche anni per inviarti la cartella, nel frattempo ha però maturato interessi e agi, arrivando così a ridosso della prescrizione con cifre spesso anche raddoppiate. Gli Uffici Esecutivi degli enti impositori, invece, potrebbe inviare una “ingiunzione fiscale”, passando quindi a tutt’altro sistema di riscossione, già prevista nel nostro ordinamento giuridico, ma accantonata per non precisate ragioni, facendo scomparire la cosiddetta cartella. La stessa ingiunzione ha regole simili al decreto ingiuntivo tra privati, con la differenza che viene emessa dall’amministrazione finanziaria o da qualsiasi altro Ente impositore. In questo modo ci sarebbero solo normali spesi di notifica e soprattutto sarebbe sotto il controllo del Giudice, cosa che invece non avviene al momento nei confronti di Equiltalia, per esempio, se non per vizi di forma.

C’è un atto di imperio da parte del legislatore, mi pare chiaro. È per questo che preparo la class action, ormai in via di preparazione, e a cui potranno aderire tutti i contribuenti che ritengano ingiusto pagare il Canone Rai nella bolletta elettrica.

Sulla mia pagina facebook (www.facebook.com/L.Piccarozzi) trovi il video integrale dell’intervento al convegno di oggi.

convegno 20maggio2016