Canone Rai, diritto piegato alle esigenze di cassa

diMartedì

E’ scaduto ieri l’ultimo giorno per chiedere l’esenzione dal pagamento del canone Rai per l’intero 2016. L’Agenzia delle Entrate ha dunque messo paletti alle domande di contribuenti, ma in ogni caso chi si accorgesse di aver diritto all’esenzione potrà presentare la dichiarazione per avere l’esenzione per il secondo semestre dell’anno.
Il governo però annuncia l’intenzione di usare il pugno di ferro contro i furbi: se avete il televisore e dichiarate di non averlo, rischiate una condanna dagli 8 mesi ai 4 anni di carcere.

Già nell’intervista a diMartedì su La7, condotto da Giovanni Floris, e poi in quelle rilasciate a Panorama, ripresa da Il Giornale e Libero, ho portato all’attenzione che uno dei fondamenti sui cui verte la class action tributaria promossa dal mio studio legale contro l’addebito del canone Rai in bolletta elettrica è che lo statuto delle società elettriche non prevede il ruolo di agenti di riscossione, e il relativo compenso. Siamo davanti ad un aiuto di Stato e sono convinto che l’Unione europea lo contesterà. Così si sta piegando il diritto alle esigenze di cassa.

A tal fine ricordo che alla class action in via di preparazione potranno aderire tutti i contribuenti che ritengano ingiusto pagare il canone Rai nella bolletta elettrica, basato sulla presunzione del possesso della tv, come introdotta dall’art. 1, comma 153, lett. a), della recente legge n. 208/2015 (Legge di Stabilità 2016), con modulo scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate, che va inviato per plico raccomandato senza busta all’Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 Sat – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 – Torino.

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